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Comuni Riviera dei Cedri PDF Stampa E-mail

Ecco di seguito i comuni della Riviera dei Cedri.

I Comuni linkabili significa che collaborano col nostro portale, diversamente significa che non hanno supportato il nostro progetto.

 

ACQUAPPESA

Acquappesa ha origini recenti e quindi non vanta particolari tradizioni storiche: è sorta infatti tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 con il nome di "Casaletto o Casalicchio" ed era uno dei tanti piccoli villaggi sparsi dei centri abitati della Calabria Citeriore detti "Casali".
Di certo però il pianoro alle spalle del paese fu abitato dai Greci poiché numerosi sono i reperti di vasi (IV secolo e III secolo a.C.) e gli oggetti in bronzo di uso funerario che sono stati ritrovati nella zona.
Le vicende del paese sono legate alle Terme Luigiane, sulle quali esercita la potestà territoriale a pieno titolo ab antiquo per effetto del Decreto dell’8 febbraio 1835 del re Ferdinando II di Borbone, ma che sono state assegnate per cinque dodicesimi anche al vicino comune di Guardia Piemontese.

 

 

AIETA

Aieta dista poco più di 10 Km da Praia a Mare, ma la strada non è delle più agevoli a causa delle numerose curve. Aieta è uno dei più antichi feudi della Calabria. Fondata quasi certamente da profughi provenienti dall'antica Blanda Julia ritiratisi nell'interno per sfuggire alle incursioni dei saraceni. Il primo nucleo sorse, secondo la tradizione, sul quasi inaccessibile monte Calimaro nell'896.
Successivamente venne trasferita nella sede attuale sviluppandosi attorno alla chiesa di S. Nicola di rito greco. Dopo esser passato per vari Signori, il feudo fu venduto dai Cosentino ai Principi Spinelli di Scalea nel 1767.

 

 

BELVEDERE MARITTIMO

Belvedere Marittimo ha origini antichissime ma sulle quali esistono diverse discordanze tra gli storici. La tesi più ricorrente la vede collegata alla subcolonia di Sibari denominata Skidro. L'attuale centro può essere, comunque, fatto risalire al XII secolo. Ruggero il Normanno vi fece costruire il famoso castello, attorno al quale ruota tutta la storia di questo paese e che ne è divenuto il simbolo concreto. Dopo le lotte tra Angioini e Aragonesi, il feudo fu venduto nel 1633 ai Carafa di Napoli che lo tenne fino all'eversione della feudalità. Come in molti altri centri della Riviera, anche nel caso di Belvedere la zona balneare ha assunto un ruolo sempre più predominante rispetto al centro storico, dal quale dista due chilometri circa, che comunque rimane ricco di vita e di attività.

 

 

BONIFATI (CITTADELLA DEL CAPO)

Bonifati (Cittadella del Capo): secondo la tradizione più diffusa, Bonifati sarebbe nata nel 1057 ad opera dei profughi della città di Hiele distrutta nello stesso anno da Roberto il Guiscardo. I superstiti della città greca (che si trovava poco più avanti) si rifugiarono sulle colline dove si trova oggi il paese e precisamente nella zona detta del vaccaro.
Il nome Bonifati è collegato probabilmente col latino Bonumfactum (bene-fatto) anche se in molo ti lo riportano al nome del Castello Bonifati una fortezza costruita sul Monticello a guardia della via storica Sibari - porto dei Focesi.
Certo col nome di Castel Bonifati, nel 1270 il feudo fu donato a Gismondo Palmieri da Carlo I d'Angiò che lo volle ricompensare dell'aiuto ricevuto nella conquista del Regno di Napoli. Fino al XVI secolo Bonifati restò un casale dell'Università di Sangineto. Oltre al centro storico di Bonifati si è sviluppata di recente la frazione di Cittadella di Capo Bonifati (detta comunemente Cittadella del Capo o lido di Bonifati) che è diventata un ottimo centro turistico balneare.
La frazione Cittadella di Capo Bonifati si trova sul mare. Per Bonifati bisogna andare verso l'inter- no. Prendere la strada per il centro storico di Sangineto e seguire l'indicazione per Bonifati. In tutto sono quattro chilometri dalla costa.

 

 

BUONVICINO

Buonvicino:

 

 

CETRARO

Cetraro è di origini antichissime, probabilmente la prima città marittima bruzia. In molti hanno ipotizzato «rapporti di parentela» con l'antica Temesa; altri l'hanno messa in relazione con la famosissima Lampezia. La città fu donata dalla duchessa Sikelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, all'abate Desiderio IV Epifanio di Montecassino per ingraziarlo dei buoni uffici prestati da quest'ultimo a Melfi, allorché i Normanni si riconciliarono con il papa Leone IX. Dal 1086 al 1810, cioè per 726 anni, Cetraro è stata retta in priora dai Benedettini di Montecassino. Quasi certamente il nome Cetraro è dovuto all'abbondante produzione di cedro che c'era nelle campagne circostanti ma non manca chi ha voluto ricollegare il nome al fiume Aron che attraversa il suo territorio (Citra-Aron o Ci-tra Rivum). Il Comune è oggi diviso in Cetraro Superiore e il moderno centro di Borgo S. Marco, fondato da un comitato veneto dopo il terremoto del 1905. Il borgo S. Marco è lungo la costa. Per arrivare al centro storico ci sono due chilometri dalla superstrada.

 

 

DIAMANTE

Diamante è stato fondato nel 1638 come pertinenza dello stato di Belvedere ed appartenne ai Carafa fino al 1806. Il centro non vanta particolari tradizioni storiche ma si è affermato come uno delle più importanti mete turistiche di tutta la Calabria grazie alla varietà della costa e del paesaggio che lo rendono uno dei punti più espressivi della Riviera dei Cedri. Oggi Diamante è nota come la città dei Murales: oltre un centinaio di opere pittoriche realizzati sulle pareti delle case dei pescatori nel centro storico. Nel comune di Diamante si trova anche Cirella e la sua piccola isola.

 

 

FUSCALDO

Fuscaldo: la storia del territorio dove sorge Fuscaldo ci riporta agli Oschi o Osci, antichi abitanti della Campania. Secondo la tradizione più ricorrente una colonia di Oschi, dopo la vittoria di Canne, rimase nella zona e in seguito raggiunse il litorale tirrenico dando origine al centro che oggi si chiama Fuscaldo. Poche e incerte le notizie storiche fino al XII secolo; poi cominciano le notizie sulle successioni feudali. Nel 1469 la regia Curia vendette il feudo di Fuscaldo al principe Giovanbattista Spinelli la cui famiglia lo detenne per ben 310 anni. Nel riordinamento amministrativo napoleonico del 1807 Fuscaldo fu dichiarata Universitas. Il titolo fu riconfermato dalla casa borbonica e fu modificato in decuriato nel 1820. Per arrivare al centro storico ci vogliono due chilometri.
Fa parte di Fuscaldo la frazione di Scarcelli vicinissima al centro.


GRISOLIA

Grisolia:

 

 

GUARDIA PIEMONTESE

Guardia Piemontese fu fondata intorno al 1200-1300 da gruppi di esuli piemontesi, di religione Valdese, provenienti dalle valli Pellice e Angrogna che volevano sfuggire alle persecuzioni della Chiesa cattolica. In effetti, però, furono lo stesso oggetto di pesanti persecuzioni e furono sterminati nel sedicesimo secolo (1559-1561) dal cardinale Ghislieri, successivamente divenuto papa con il nome di Pio V. Fu il signore di Fuscaldo, il marchese Spinelli, a guidare i suoi uomini contro i Valdesi della Guardia, in unione a quelli del vicerè condotti dal marchese di Buccianico e da Ascanio Caracciolo. Il nome attuale risale al 1863 e gli abitanti, che parlano ancora oggi una lingua di tipo provenzale, hanno quasi del tutto dimenticato le loro origini e hanno corso il serio pericolo di perdere anche le caratteristiche delle loro tradizioni. Nel 1975 è stato celebrato ufficialmente il gemellaggio con Torre Pellice (TO) seguito da diverse manifestazioni.

 

 

MAIERÀ

Maierà: si tratta di una terra di storia antichissima, che ha visto passare su di essa, Ausoni ed Enotri, Greci, Romani e Basiliani. Maierà deve le origini al fenomeno noto come incastallamento normanno, risalente al secolo XI. L'antico casale bizantino di M'arà fu conquistato dal Guiscardo dando origne a una baronia che divenne in seguito ducato. Nel 1152 Roberto era barone De Machera, mentre nel 1271 era sotto il dominio dei Matera di Cosenza e contava circa 300 abitanti.
Fu feudo dei Lagni, degli Angioini e, dalla metà del XV secolo dei Loria, a seguito di conquiste militari. Il contributo dato da questi ultimi allo sviluppo della Terra di Maierà è stato notevole. Con Vittoria Loria, figlia di Alfonso, il feudo passò ai Carafa di Policastro e, dopo successivi cambi di mano, il 24 maggio del 1677 divenne ducato sotto Francesco Carafa.


 

ORSOMARSO

Orsomarso: l'origine del nome è una delle più incerte di tutta la Riviera. Secondo una tradizione sarebbe da ricollegarsi alla presenza di un orso, nella zona, che frequentava abitualmente un bosco di proprietà della famiglia Marzo o Marzio. Da ciò avrebbe origine Ursomarcius o Ursumarzo come appare segnalato fin dal tredicesimo secolo. Durante l'invasione francese nel 1528, per istigazione di Ippolito Brissac, si schierò a favore del Lautrec.
Ai primi del settecento la popolazione di Orsomarso si sollevò pretendendo di non dover pagare gli onerosi pesi fiscali che era costretta a versare. Fino al 1850 appartenne alla famiglia Bisac. Successivamente, come feudo, appartenne ad altre importanti famiglie quali i Sanseverino di Bisignano, i Greco, i Brancati e infine a Vespasiano Giovene, duca di Girasole.


 

PAOLA

Paola coi suoi 15000 abitanti, è considerato il centro più importante della Riviera dei Cedri. Fondata probabilmente dagli Enotri paola fu chiamata Patiko, poiché era divenuta dimora di famosi artisti del tempo. Infeudata ai Fuscaldo appartenne poi a molteplici feudatari fino a quando verso la fine del sec. xv le fu concesso il titolo di città da Alfonso Il D'Aragona. Subì gravi danni durante le invasioni dei Turchi che nel 1554 devastarono anche il convento. Il destino della città è legato soprattutto alla figura di S. Francesco di paola vissuto fra il 1416 e il 1507 e famoso in tutto il mondo. La marina di Paola è facilmente raggiungibile dalla superstrada tirrenica. Per il centro storico bisogna "salire" per un paio di chilometri.

 

 

PAPASIDERO

Papasidero: è opinione comune che Papasidero sia sorta sul luogo dell'antica città di Scydros e che il suo nome derivi da Papas Isidros, monaco igumeno orientale, capo di una comunità religosa locale.
Non è da escludere, però, che il nome derivi da un vicino fiume o da una omonima famiglia che possedette il feudo fino alla metà del trecento.
Nel 1726 Papasidero venne acquistata dagli Spinelli di Scalea che lo tennero fino al 1806. L'abitato è appollaiato su uno sperone alla sinistra del Fiume Lao, alle pendici del monte Ciagola, a circa 200 metri sul livello del mare.


PRAIA A MARE

Praia a Mare è una cittadina di recentissima formazione. Il territorio sul quale sorge il paese fu però abitato fin da epoche remotissime.
Nella grotta del santuario della Madonna infatti è stato rinvenuto materiale attestante la continuità dell'insediamento dal Paleolitico Superiore alla cultura villanoviana. Gli interessanti e abbondanti reperti di industria litica, di ceramica impressa e dipinta a bande rosse e con motivi di tipo appenninico con varie incisioni documentano che l'uomo è sempre vissuto in questo territorio.


SANTA DOMENICA TALAO

S. Domenica Talao:

SANTA MARIA DEL CEDRO

Santa Maria del Cedro fu fondata nella metà del sec. XVII dall'abbandono forzato di Abatemarco in seguito alla distruzione causata dall'omonimo fiume.
Il territorio, col nome di Abatemarco, fu a lungo feudo della famiglia Brancati di Napoli che lo acquistò ad un'asta pubblica. Del possedimento dei Brancati facevano parte anche Urso Marzo (Orsomarso), Grisolia e Marcellino. Fu tenuto dalla famiglia napoletana fino alla eversione della feudalità, allorché l'ultimo dei baroni si ritirava a vivere a Diamante.
Fu dapprima frazione di Grisolia col nome di Cipollina; costituitasi in comune autonomo si chiamò S. Maria e solo nel 1968 prese il nome definitivo di S. Maria del Cedro per l'abbondante produzione di cedri che c'è nel suo territorio.
S. Maria del Cedro si trova fra Scalea e Cirella. Dalla superstrada bisogna deviare e proseguire per un paio di chilometri. Lungo la costa invece si sta sviluppando la zona marina.

 

 

SAN NICOLA ARCELLA

S. Nicola Arcella: sorta probabilmente da una colonia normanna, posta a guardia del litorale minacciato da continue incursioni, S. Nicola Arcella fu casale di Scalea. Appartenne successivamente a diversi feudatari dai Sanseverino agli Spinelli. Nel 1912 fu staccata da Scalea e resa comune autonomo.
L'abitato sorge in una pittoresca posizione sull'orlo di uno strapiombo sul mare a 110 metri di altezza. In basso, al mare, si apre nella roccia una spiaggia stupenda con un porto naturale che è l'unico della zona chiuso ai venti e dove trovano asilo le imbarcazioni sorprese dalle tempeste.
Nella torre del porto soggiornò per lunghi periodi lo scrittore inglese lord Marion Grawford che vi si ritirava in solitudine per scrivere i suoi romanzi.
Sia il centro storico che la parte nuova si trovano lungo la costa.
Dalla superstrada c'è una deviazione che raggiunge il paese proseguendo per un paio di chilometri.

 

 

SANGINETO

Sangineto: secondo la tradizione, deriva dall'antica Tigella o Tileto città fondata dai discendenti del mitico re dell' Arcadia, Licaone. Le notizie più antiche e storicamente accertate parlano di una discendente di Giovanni di Moufort Ruggero di Sangineto che ottenne il feudo omonimo verso il 1270. ln seguito il feudo passò alle famiglie Giunti, Sanseverino, Maiorana, Firrao che lo tennero fino al 1806. Lungo la costa si trova Sangineto lido. Per arrivare al centro storico ci vogliono cinque chilometri dalla superstrada.

 

 

TORTORA

Tortora: il primo nucleo urbano, fondato dai profughi di Blanda, sorse sullo sperone roccioso dei Julitta. Nel XIII secolo fu feudo dei "de Grisone"; in seguito appartenne ai Loria, ai Martirano, ai Ravaschieri, ai Vitale e ai "de Vargas" Machuca di Casapesenna. Nel 1928 fu aggregata al nuovo comune di Praia a Mare dal quale riacquistò l'autonomia nel 1937. Risalgono agli ultimi trent'anni gli insediamenti sulla zona costiera che hanno dato vita a un rinomato centro turistico e balneare.

 

 

VERBICARO

Coincide quasi sicuramente con l'antico Berbicaro. Secondo alcuni storici, come il Barrio, la sua origine risalirebbe alla romana Apustrum, cui fa cenno anche Plinio. Fu un centro di notevole importanza nell'età medievale. Nel 1329 fu feudo di Ruggero Scembrasi; nel 1414 di Arenzio Pappadoca e quindi di Arturo Papasidero. Nel 1836 era già un centro affermato e contava oltre 5000 abitanti. Successivamente fu interessato da massicce ondate migratorie, principalmente verso gli Stati Uniti d'America, dove - ancora oggi - foltissima è la comunità dei verbicaresi e dei loro discendenti. Si può anzi affermare che gran parte della storia degli ultimi due secoli è intimamente legata ai fenomeni migratori e di rientro dalle terre "della fortuna". Ma su questo ci riserviamo una ricostruzione dettagliata.

 

 

 

NB. Link da fonti Internet generali (indici e VRD).

 

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